Outifit delle ultime giornate: pantalone nero, maglietta nera: dai fotografi ho imparato che è la migliore divisa esistente. A completamento solite cuffie, soliti occhiali, neri anch’essi. Alle cuffie indomabile rap, con discese di trap: tutto insospettabile se mi vedi e mi parli: questo mi piace delle cuffie: che tengono serrate alle orecchie certe libertà uditive di cui non ti vanteresti.
Siamo stati costruiti con calcestruzzo di Britney Spears, Spice Girls, Settimo Cielo, Dawson’s Creek, tra i più fortunati nella pasta cementizia si ritrovano un pizzico di Uomini e Donne, una Maria De Filippi nei migliori suoi periodi; eppure ogni giorno fingiamo che non siamo fatti di questa pasta, rinneghiamo Tiziano Ferro, per tradirlo con Nicolas Jaar, musica elettronica, il gin pregiato e tanti tanti libri; di cui alcuni hanno solo e sovraccoperte. Dovremmo uscire allo scoperto, ché se riuscissimo ad accettare quella parte nascosta – che ancora mi fa mettere la sessione privata su Spotify – forse la nostra vita sarebbe più semplice.
Scriverò tutto e il contrario di tutto, che le contraddizioni le dobbiamo guardare in faccia per domarle.

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